L’Europa dell’est come non l’avete mai letta

L’Europa dell’est mi fa venire subito in mente i film di Kusturica: film forti, sotto tanti punti di vista. La forma è esuberante e i contenuti sono toccanti, poiché spesso si parla di guerra. I racconti mi pare conservino queste caratteristiche: si può quindi dire fin da subito che si tratta è una raccolta energica e vitale. Sullo sfondo ci sono guerre e dittature, ma ciononostante non aleggia uno spirito di morte, bensì di rinascita. È chiaro che la morte è sempre lì, presente, come un fantasma perenne, ma una scopata o un po’ di musica possono offuscare quella medesima ombra. Da un punto di vista stilistico e linguistico devo dire che molti racconti si assomigliano, e questo rende ancora più compatta la raccolta. Quando si traduce da una lingua a un’altra il rischio è quello di appiattire la lingua e lo stile, e di indebolire la forza espressiva, ma non mi pare sia questo il caso. Alcuni di essi, di cui parlerò più avanti, mantengono infatti una sintassi, una forma espressiva originale che li distingue dagli altri.

Continua a leggere la recensione di Tommaso De Beni sulla rivista ConAltriMezzi.

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