Non c’è nessuno a sinistra ovvero la traduzione secondo Baricco

Caro Baricco, ti scrivo, anzi ti scriviamo, anzi ti abbiamo scritto, e continueremo a scriverti, perché i libri non si traducono da soli.

PabloPicasso-Don-Quixote-1955

L’8 febbraio la traduttrice Andrea Rényi scriveva una lettera di protesta ad Alessandro Baricco che sulla Domenica di Repubblica raccontava i migliori cinquanta libri letti negli ultimi dieci anni, senza citare il traduttore delle opere in questione.

Gentile Alessandro Baricco,

siamo un gruppo di lettori forti, alcuni anche professionisti della parola scritta: scrittori e traduttori editoriali. Seguiamo la sua rubrica sui cinquanta libri migliori che ha letto negli ultimi dieci anni, curata ma priva di un dato essenziale, quello del nome della voce italiana degli autori stranieri da lei tanto apprezzati.

Con rammarico abbiamo notato infatti, che nella pagina del 29 gennaio, dedicata a “Go down, Moses” di William Faulkner (Einaudi, 2002), è giustamente riportato il nome dell’autrice della prefazione, Nadia Fusini, il nome dell’illustratore, Manuele Fior, e persino il copyright della foto che la ritrae, LesAmp&rsands, ma manca completamente il riferimento al traduttore, Maurizio Ascari.

Come ben saprà, i libri non si traducono da soli e la traduzione, che per il traduttore significa spesso molti mesi di impegno onnicomprensivo – intellettuale, spirituale, psicologico e anche fisico -, determina il successo (e, purtroppo, qualche volta anche l’insuccesso) di un autore e di un’opera nella lingua di arrivo. Il suo nome di autore sì invisibile ma fondamentale dovrebbe accompagnare sempre quello dell’autore del testo originale.

Certi che nel futuro terrà presente questa nostra breve nota, le auguriamo buon lavoro.

Distinti saluti.

Oggi, su Facebook (su iniziativa del traduttore Gianni Pannofino), è stato aperto il gruppo Sostiene Baricco e a mo’ di provocazione i traduttori stanno pubblicando l’incipit dei grandi classici della letteratura mondiale tradotti con google translate, perché secondo lo scrittore “se il testo è buono la traduzione non conta. Io per esempio ho letto Adorno e Steinbeck in pessime versioni italiane, ma mi sono piaciuti lo stesso!”

Io ho scelto Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, uno dei miei libri per l’infanzia preferiti.

Ecco il risultato, con un paio di perle:

Il giardino segreto di Francesca Sparviero Burnett

NON C’E’ NESSUNO A SINISTRA
Quando Mary Lennox è stato inviato a Misselthwaite Manor a vivere con suo zio tutti dicevano che era il bambino più antipatico-looking mai visto. Era vero, troppo. Aveva un viso magro e un po ‘di corpicino sottile, una leggera peluria sottile e un’espressione acida. Aveva i capelli gialli, e il suo viso era giallo perché era nata in India ed era sempre stata male in un modo o nell’altro. Suo padre aveva tenuto una posizione sotto il Governo inglese ed era sempre stato occupato e malato stesso, e il suo madre era stata una grande bellezza che si preoccupava solo di andare alle feste e divertirsi con le persone gay.

L’originale.

THERE IS NO ONE LEFT
When Mary Lennox was sent to Misselthwaite Manor to live with her uncle everybody said she was the most disagreeable-looking child ever seen. It was true, too. She had a little thin face and a little thin body,
thin light hair and a sour expression. Her hair was yellow, and her face was yellow because she had been born in India and had always been ill in one way or another. Her father had held a position under the
English Government and had always been busy and ill himself, and her mother had been a great beauty who cared only to go to parties and amuse herself with gay people.

E tu, che libro vuoi googletradurre?

Altre letture:
Caro Baricco, ti scrivo di Andrea Rényi in Cado in piedi.
Sostiene Baricco su Facebook, su twitter e su tumblr.
Sostiene Baricco di Paolo Antonio Livorati in Teste Scosse
Sostiene Baricco di Federica Ressi in La traditrice

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10 pensieri su “Non c’è nessuno a sinistra ovvero la traduzione secondo Baricco

  1. Il Gatto senza Stivali ha detto:

    E dire che a volte il traduttore lo fa pure lui.
    Con Moby Dick per esempio. 4 capitoli a sua scelta.
    Non male tra l’altro.
    Uno scivolone (questo) che non mi spiego, ma che non ha davvero senso.
    Su amazon, invece, hanno cominciato a scrivere il nome del traduttore al fianco a quello degli autori!

  2. Giovanna Zunica ha detto:

    Questa protesta è bella perché contesta il merito dell’affermazione di Baricco senza ricorrere a un tono scomposto e, anzi, conservando la capacità di sorridere. Non ci interessa Baricco in sé, ma ciò che egli di fatto rappresenta, ovvero il contesto nel quale la sua affermazione scaturisce. Un sistema in cui si vuole trarre profitto da una svalutazione della traduzione, approfittando della diffusa ignoranza di ciò che la traduzione realmente è.

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