Pensi che… secondo Flanerí

Il racconto breve è uno strumento unico. Qualcosa come un trapano, una trivella, una sonda, che giunge dove le altre forme narrative non possono arrivare.
E anche se non ha la pazienza del romanzo, né la sintesi bruciante della poesia, sa dove andare a scavare. Quali nervi toccare.
Dura il tempo di un’emozione, ma vive abbastanza a lungo per mostrare la sua costruzione, il suo personalissimo modo di usare il linguaggio e di costruire un mondo. La migliore mappa per un territorio sconosciuto.
Forse è per questo motivo che i racconti, meglio di ogni altra forma, riescono a comunicare il senso di un’atmosfera, di una situazione, la forza di un’emozione. Perché ricreano un paesaggio invisibile, un’inquietudine muta, sottopelle, qualcosa per cui non avevamo fino a quel momento le parole adatte.

Continua a leggere l’articolo di Luca Casadio su Flanerí.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...