In punta di scarpette

La scarpa è un topos ricorrente nelle favole più famose: dalla celeberrima scarpina di cristallo di Cenerentola che la porterà a sposare il principe azzurro, alle magiche scarpe d’argento di Dorothy ne Il Mago di Oz (diventate rosse nel film), all’inquietante storia delle scarpette rosse che costringono la bambina che le indossa a danzare senza posa.

Nei racconti danza e scarpette formano un’accoppiata vincente.

È il caso della bella fiaba poco nota Le dodici principesse danzanti dei fratelli Grimm, rivisitata dalla giovane illustratrice americana Brigette Barrager (classe 1984) in puro stile Disney e pubblicata di recente da Gallucci (nella traduzione italiana di Matteo Marchesini).


Non manca niente: le dodici principesse del titolo con splendidi abiti vaporosi e colorati, porte che conducono in luoghi magici pieni di scale e di alberi luccicanti e incantati, un sonno inspiegabile che colpisce le fanciulle durante il giorno e un mistero che si infittisce.

E poi c’è lui, il vero eroe della favola: Ginetto il calzolaio che nella migliore tradizione favolistica grazie al suo ingegno e all’amore disinteressato vedrà esaudito il suo più grande desiderio.

È la stessa Brigette a raccontare nel suo blog la gestazione del progetto.

Non voleva ambientare la storia in una vaga epoca favolistica ma ancorarla alla realtà. Appassionata di moda e di storia del costume, le sarebbe piaciuto creare delle illustrazioni ispirate allo stile francese del XVIII secolo, un po’ alla Maria Antonietta, ma poiché era stata preceduta in questa operazione da una eccezionale e visionaria illustratrice come la danese Kay Nielsen (1886–1957), ha deciso di spostare in avanti le lancette dell’orologio e di tuffarsi negli anni ’30 e ’40 del 1800, quando i re vestivano di tutto punto e le dame indossavano la sottogonna in crinolina che dava quell’aspetto pomposo e vaporoso agli abiti, senza contare che le scarpe dell’epoca ricordavano molto le scarpette da ballo (quelle che noi oggi chiameremmo ‘ballerine’).

Una volta ottenuto l’ok da parte della casa editrice, Brigette si è messa all’opera e ha tratteggiato la storia delle dodici principesse (in verità la principessa è una sola con particolari diversi) su dei post-it!


Le illustrazioni vere e proprie sono state realizzate in un secondo momento in Photoshop con un risultato davvero sorprendente: un esempio per tutti gli abiti che sembrano fiori appena sbocciati, come le fanciulle che li indossano (e che ne portano il nome).

Eva Montanari ci regala il felice connubio danza-scarpa-pittura per la piccola casa editrice patavina Kite Edizioni con Inseguendo Degas da lei stessa illustrato e scritto (originariamente in inglese) – finalista al Premio Andersen 2011 come Miglior libro di divulgazione.

Splendido da vedere e da toccare (il tutù in copertina della protagonista è in rilievo) ma anche da leggere, il libro di Eva Montanari ci fa entrare nel mondo magico della danza e della pittura attraverso gli occhi di una giovane ballerina (una delle tante immortalate da Degas) che ‘esce temporaneamente dal suo quadro’ e ci racconta una giornata della sua vita all’Opera e nella Parigi dell’ottocento, quando pittori come Degas, Monet, Caillebotte, Renoir – oggi celebri per aver dato vita al grande movimento d’arte conosciuto come impressionismo – tentavano di catturare attimi di vita col pennello.

Quale migliore palcoscenico di Parigi per un balletto-inseguimento mozzafiato?

Immaginiamo di indossare tutù e scarpette e insieme alla giovane ballerina percorriamo a perdifiato le strade della città, i suoi boulevard e i suoi parchi, entriamo in casa dei pittori e per un breve momento, in pieno stile impressionista, tra una piroetta e una pennellata siamo davvero lì, come una nuvola che viaggia nel cielo o un acquazzone improvviso.

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