Oltre il guinzaglio

“Io ho avuto purtroppo un’infanzia senza cani. […]
I miei figli, al contrario, sono cresciuti con loro nel più intimo rapporto di cameratismo. […]
I cani sensibili e delicati sono bravissimi con i figli dell’amato padrone, poiché sanno quanto egli è affezionato ai bambini. […]
I bambini […] provano sempre gran gioia nella compagnia dei cani, e di conseguenza si rattristano moltissimo quando la perdono; in tal modo i piccoli apprendono, si può dire da soli, come si devono comportare per esser loro graditi e conquistarne l’amicizia e l’affetto.
I bambini dotati di un certo tatto istintivo imparano così, già nei primissimi anni, ad avere rispetto per le bestie, e questa non è una conquista da poco.”
[Konrad Lorenz E l’uomo incontrò il cane, capitolo “Cani e bambini”, traduzione di Amina Pandolfi, Adelphi, 1973]

 

Amelia è una bambina come tante, le piace disegnare ed è piena di immaginazione. Ma ha una marcia in più: è davvero ostinata!
In una giornata qualsiasi, mentre il papà è in salotto a leggere tranquillamente il giornale, Amelia fa una domanda semplice e diretta: “Papà, possiamo prendere un cane?”.
Tremate genitori! Pensate di cavarvela con un semplice no?
Il cane richiede molte cure, risponde il papà, ma Amelia non si arrende e torna a proporgli di volta in volta una sfilza di animali decisamente più impegnativi e ingombranti – fino a formare una filastrocca simile alla “fiera dell’est” branduardiana, nella quale un animale richiama un altro e poi un altro ancora.
Secondo voi, alla fine, chi avrà la meglio?
Consiglio caldamente a tutte le bambine che pensano che convincere un papà sia difficile Amelia vuole un cane scritto da Tim Bowley con le splendide e coloratissime immagini del giovane illustratore brasiliano André Neves (traduzione di Isa Pita e Elena Rolla, Kalandraka, 2008).
 

Dal cane desiderato da Amelia al nome desiderato da un cane.
Senza nome di Silvana D’Angelo e Valerio Vidali (Topipittori, 2008) è una storia buffissima e tenera vista con gli occhi di un cane convinto di essere anonimo e per questo appassionato di “caccia al nome”. Adora i nomi dei suoi amici, i nomi delle scatole dei detersivi, i nomi delle torte e i nomi degli alberi (pensate davvero che i cani facciano la pipì a casaccio su un albero qualsiasi?).


 
Convinto che il padrone non lo ami e che per questo non gli abbia attribuito un nome, il nostro amico a quattro zampe va a zonzo per la città e alla fine approda in una biblioteca alla ricerca del nome perduto. Durante la sua quest incontrerà altri cani come lui, bambini in gita, un gatto senza un occhio (ma con un nome!) senza rendersi conto che il suo padrone è disperato perché non lo trova più.
Una bella storia d’amore e d’amicizia tra un cane e il suo amico umano, Senza nome ci ricorda che non dobbiamo mai dare nulla per scontato.
 
Quanto è tristemente vera, invece, la storia narrata per immagini da Gabrielle Vincent in Un giorno, un cane (Gallucci, 2011). Il cane tratteggiato con la matita in copertina ha lo sguardo smarrito e triste di chi non sa perché sia stato gettato da un’auto in corsa, quando fino a poco prima faceva parte del nucleo familiare.
Non ha bisogno di parole questa storia, perché le immagini sono molto più efficaci. E d’altronde rappresentano con grande realismo la meschinità e il cinismo di chi pensa che liberarsi di un cane gettandolo sulla strada delle vacanze e trasformandolo in un randagio non abbia alcuna conseguenza.
Un giorno, un cane è una “pubblicità progresso” perfetta per l’estate, perché è questo il momento peggiore in cui si verifica l’abbandono dei cani e di altri animali.
Il nostro amico, probabilmente, sarà meno sfortunato di altri, perché alla fine del suo lungo e solitario peregrinare in autostrada e in città farà un incontro – non a caso con un bambino – che forse gli salverà la vita.
Commovente ed emozionante, colpisce dritto al cuore.
 

“La fedeltà di un cane è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con un essere umano. Il legame con un cane fedele è altrettanto ‘eterno’ quanto possono esserlo, in genere, i vincoli fra esseri viventi su questa terra. È una riflessione che dovrebbe fare chiunque si appresta ad acquistare un cane.”
[Konrad Lorenz E l’uomo incontrò il cane, capitolo “Obbligo morale”, ibid.].

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