Zoo|||Scritture animali||| :duepunti edizioni

Sono da collezione questi libricini supertascabili (9 x 14 cm), superleggeri, supereconomici (6 €) e superecologici della casa editrice indipendente :due punti edizioni formata da Andrea L. Carbone, Giuseppe Schifani e Roberto Speziale. Tre giovani palermitani nati negli anni settanta che hanno intrapreso l’avventura editoriale nel 2004 ma erano già attivi dal 1995 con eventi letterari, mostre, istallazioni, happening e riviste underground. Tre giovani che si rivolgono a un pubblico giovane e puntano su giovani autori senza paura di osare e sperimentare.

Ci stupiscono con la collana Zoo||| Scritture animali diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini, inaugurata lo scorso settembre e presentata in questi giorni al
Salone del libro di Torino
con grande successo. I volumetti sono stampati con inchiostri a base di oli vegetali e materie prime naturali rinnovabili, su carte ecologiche certificate FSC (Forest Stewardship Council) e per le copertine è stata usata la speciale Elephant Dung Paper prodotta artigianalmente in Sri Lanka con [cito] “cacca” di elefante nel completo rispetto dell’ambiente per finanziare un programma per la tutela degli elefanti della Millennium Elephant Foundation – World Society for Protection of Animals (WSPA).

Inutile dire che il packaging è davvero invitante, sembra di sfogliare le pagine di un diario intimo, un taccuino dei ricordi o dei sogni che lo scrittore di turno ha voluto consegnarci. Una chiave che apre porticine invisibili dietro le quali si nascondono mondi e realtà di cui vorremmo sapere di più.
Fate attenzione però: basta averne uno e li vorrete collezionare tutti.
Io ne ho letti tre: La stanza degli animali di Giulio Mozzi, Mio padre non ha mai avuto un cane di Davide Enia e Fine della violenza di Nicola Lagioia.

Ciò che lega i tre taccuini, oltre, ovviamente, al tema centrale della collana, è il rapporto dei protagonisti (tutti maschili) con il padre e con i luoghi in cui hanno trascorso la propria giovinezza.

La stanza degli animali di Giulio Mozzi è una stanza dei ricordi tratteggiata in una forma narrativa sperimentale che si tramuta e si disfa come la mente e le sue memorie, come gli animali marini conservati in barattoli pieni di formalina che il padre collezionava durante le missioni scientifiche.
Erano gli anni settanta, gli anni del gioco e della spensieratezza. Oggi quella stanza è completamente vuota e completamente bianca.
Ma bastano tre mani di vernice bianca a cancellare odori, colori e ricordi?
(Per saperne di più guarda la video-intervista realizzata da Matteo di Gesù presso il Museo Pietro Doderlein dell’Università degli studi di Palermo).

Davide Enia in Mio padre non ha mai avuto un cane ci parla di un padre che è come la pietra, quella pietra pomice che colleziona e va raccogliendo lungo la spiaggia e con la quale si leviga le mani grosse e ruvide e nient’affatto rassicuranti da operaio per poter carezzare la moglie. Ci racconta la Palermo degli anni settanta, di quando era bambino e collezionava figurine e iniziava a capire cos’è il Potere; e la Palermo del 1992, quando “la mafia s’asciucò a Giovanni Falcone”.

Tangenziale est, gatto domestico, natale: è lo stesso Nicola Lagioia a fornirci le coordinate per affrontare La fine della violenza, un racconto ambientato nella periferia di Roma est in un appartamento con affaccio sulla famigerata bretella che collega i due capi della capitale. Annerito dalla “nuvola di piombo”, assordato dal rumore delle macchine, abbrutito dallo “sciame disperato di automobili” non è solo il palazzo ma anche chi vi abita. L’unico barlume di luce è lei, la gattina Diana che con le sue fusa alleggerisce il protagonista “dal peso che arma le mie mani e mi ricopre i pensieri di polvere nerastra”.

Non fatevi ingannare dalle lunghe linee verticali dell’isbn in copertina (un vero colpo di classe e di genio), ché non sono i nostri animali a essere rinchiusi.
Dietro le sbarre ci siamo noi: chiusi dentro i barattoli di formalina nella stanza bianca siamo noi, imbalsamati dentro i nostri pensieri e ricordi; impotenti e ingabbiati nei meccanismi del Potere siamo di nuovo noi; incrostati e appesantiti dalla bruttura dell’urbanità siamo sempre e solo noi.
Mentre loro ci osservano, senza interrogarsi troppo, e talvolta ci liberano.

Giulio Mozzi (Camisano Vicentino, 1960), scrittore e consulente editoriale, è l’ideatore e animatore del celebre “Vibrisse, bollettino” e docente di scrittura creativa. Ha pubblicato raccolte di racconti e saggi per diversi editori, tra i quali Sironi, Einaudi.

Davide Enia (Palermo, 1974) è uomo di teatro e ha vinto numerosi premi in questo ambito. Ama particolarmente il cuscus di pesce, i gol a pallonetto e l’odore di basilico nelle mani. Quando non è in tournée per l’Italia e l’Europa, vive e cucina a Palermo.

Nicola Lagioia (Bari, 1973) ha vinto diversi premi letterari e ha pubblicato con Minimum fax e Einaudi. Dal 2010 conduce Pagina 3, la rassegna stampa delle pagine culturali di Radio 3.

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