La stanza del traduttore

Com’è la stanza di un traduttore? Che rapporto ha il traduttore con questo spazio di lavoro che spesso è un’estensione della propria casa, se non la casa stessa?
Cosa vede il traduttore quando alza gli occhi dal monitor e dai dizionari? Con chi o con cosa condivide il suo spazio? Come concilia la traduzione con tutte le altre attività?

Il lettore curioso troverà una risposta qui

Il traduttore che volesse partecipare all’iniziativa può inviare una foto della propria stanza, una descrizione della stanza di massimo un paio di cartelle e una breve biografia all’indirizzo lastanzadeltraduttore [chiocciola] gmail [punto] com.

[La stanza del traduttore nasce il 13 aprile 2011 da un’idea di Herta Elena Rudolph e Tiziana Cavasino sulla falsariga delle Writers’ Rooms del Guardian e della pagina Le stanze dei nostri scrittori dell’Archivio Caltari con lo scopo di dare visibilità a chi lavora “dietro le quinte” di un libro, al così detto “autore invisibile”, ovvero il traduttore editoriale e letterario.]

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