Radici di Else

“Il libro ha un corpo: mani, cuore, testa, gambe. Il libro ha un’anima.”

È Ma’mon a dirlo, il “capo serigrafo”, che insieme ad altre sedici persone provenienti da paesi e culture diversi (Afghanistan, Algeria, Bangladesh, Ciad, Eritrea, Palestina, India, Romania) ha creato un piccolo capolavoro alla fine di un laboratorio di serigrafia.

Quello che doveva essere un “esercizio di fine corso” si è trasformato in un progetto con un corpo e un’anima.
Così è nato Radici e così è nata Else (Edizioni Libri Serigrafici E altro).

Alla presentazione del libro presso la Biblioteca Europea di Roma, Goffredo Fofi definisce questa iniziativa “un crocevia”, dove si intersecano quattro strade: immigrazione – la strada più forte e più viva perché vi confluiscono molte persone e sono esse stesse un crocevia di storie e di culture; educazione attiva – in questo caso il laboratorio di serigrafia che si interseca con l’insegnamento dell’italiano per stranieri delle associazioni Asinitas Onlus e Cemea del Mezzogiorno Onlus; artigianato e, per contiguità, editoria – perché questo libro ha un valore, una qualità artistica, è “bello”, insomma; e, infine, buona amministrazione – ovvero il famoso “Buon Governo” di Lorenzetti che tanto serve in questo momento di decadenza e degrado dell’Italia.

E i crocevia, continua Fofi, sono importanti, perché sono luoghi di incontro. Proprio come questo libro. Sono luoghi di scambio, proprio come una biblioteca. E Radici è la dimostrazione che la “socialità vera”, lo “scambio vero”, sono possibili. Perché in questo luogo c’è un lavoro comune. C’è un “noi” che prende il posto dell’“io”, senza che l’individualità venga per questo soffocata.

Radici non è un libro come gli altri. È un prodotto artigianale, nel vero senso della parola: è stato realizzato in un laboratorio, con mezzi (spesso) di fortuna e quasi senza l’impiego delle tecnologie. È stato creato con le mani, con la fantasia, con i ricordi, con la memoria e con fatica e passione. E tutti i diciassette autori hanno collaborato attivamente e in prima persona in tutte le fasi della sua realizzazione. Oltre al libro, poi, gli amici di Else hanno prodotto anche sciarpe, lampade, stampe “e altro”, appunto.

Corpo e anima, si diceva.
L’anima di chi ha creato, curato, amato e cucito a mano il libro.
Il ricordo, il vissuto, la cultura di ognuno di loro. Impressi ed espressi attraverso le parole che accompagnano ogni immagine. Parole scritte in primo luogo a mano, nella lingua madre di ciascuno di loro. E quanto è stato difficile passare dalla parola scritta a mano, dalla scrittura intima, a quella tipografica, ce lo spiega Fausta Orecchio della casa editrice Orecchio Acerbo che ha promosso l’iniziativa insieme alle associazioni Asinitas Onlus e Cemea del Mezzogiorno Onlus.

Non chiediamo a Ma’mon, Jesmin o Resia, intervenuti alla presentazione, chi sono, da dove vengono e cosa fanno qui. Perché sono domande che “ti fanno sentire straniero”.
Le risposte, semmai, sono tra le foglie di questi alberi, tra le parole che evocano luoghi lontani e ci fanno entrare nell’anima di chi le ha scritte. Come se ogni albero fosse una finestra aperta sul mondo che hanno lasciato alle loro spalle e che continua a vivere dentro di loro.

Gli alberi di questa raccolta sono vivi e vibranti. Sono scossi dal desiderio di camminare, vanno alla ricerca della verità nel cuore delle persone, aiutano a dimenticare l’assenza di una madre o si ammalano perché nessuno se ne prende più cura; ma ci sono anche alberi che partecipano a una festa, che cambiano personalità, che rimangono vivi nel ricordo, che sono ostinati o generosi; e poi alberi con occhi e mani, che ammoniscono o proteggono; alberi alleati e alberi musa; alberi in grado di suscitare emozioni e di stupire.

Hanno proprio ragione Ma’mon e i suoi amici. Questo libro ha un’anima e un corpo.

Radici
Else, 2010

Questo libro è stato scritto, illustrato, stampato, cucito e rilegato da:
Malika Baouni, Mukta Akter, Amin Abbasi, Beauty Hasina Akter,
Shadamgul Zadran, Mohamed Ibrahim, Mossamad Razia Chowdhury, Kiran Sahna, Amir Aidoud, Ma’mon Khalaf, Shahanaz Sarkar Nalee, Catalina Donos, Hassan Aboubaker, Djikoloum Victoria Beinadji, Roxana Maria Sopirla, Jesmin Akter, Resia Begum

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